20/06/2008
“ Pelle su pelle ti voglio! Niente spazi vuoti, incastri perfetti, l’aria si respira, accelera il processo di disgregazione delle cose,-divide Artico da Granchio- le piega alla sua volontà assieme al suo grande amico, il tempo. E poi non ho gli occhi gialli, neanche se ero un gatto, -uccido il congiuntivo e torno subito- fatto, gli occhi sono di giada e porfido, senza perfidia. Alle spalle, non mi serve vedere il tuo imbarazzo, lo sento, la tua guancia non mente alla mia scapola, la sento calda… il respiro è pesante sul mio collo… e che vuoi farci? L’imbarazzo è l’ultima cosa che mi viene da pensare… Il sale, mmmh mmmhh mmmhhmmhhh mmmmhhhmmhhhhhh mmmmmmmh, odore e sapore su labbra che a me non sembrano rosse di imbarazzo. Non siamo un quadro del 1800. Niente dame né pudore… Niente curve né spigoli… solo linee… perfette, riflessi di luce e sole. Capelli di nero pece. Alle sette del mattino nel mio dormiveglia sei una presenza commestibile… E se domani mattina sei accanto a me, attenzione credo che ti assaggerei con gusto e di gusto!!! „
questo è il mio amico Sandro, che scrive poco ma quando scrive scrive cose come questa
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